Business Travel Survey: aumentano le trasferte dei dipendenti, ma si ottimizza la spesa

A LIVELLO NAZIONALE, IL TRENO GUADAGNA POSIZIONI SULL’AEREO.

Nel 2016 il traffico internazionale si è sviluppato principalmente in Occidente. L’area economica BRIC riduce la propria quota, trainata al ribasso dall’andamento negativo della Cina, della Turchia e del Brasile. Crescono gli Stati Uniti e rimane costante la Russia.

Milano luglio 2016 – Aumentano le trasferte di lavoro e crescono costantemente le spese di viaggio. A “certificare” questo dato è l’ultima Business Travel Survey di Uvet – indagine che monitora l’andamento del Business Travel in Italia attraverso l’analisi dei trend di spesa e dei comportamenti d’acquisto di un campione selezionato di aziende in determinati periodi. Considerando l’ultimo triennio 2014-2016, le trasferte sono aumentate di ben 23 punti percentuali, mentre le spese di 7 punti.

Il 1° semestre 2016 ha registrato un trend positivo, che vede un aumento delle trasferte e delle spese di viaggio rispettivamente di 8 punti e 3 punti percentuali, comunque entrambe in calo rispetto alla media del triennio 2014/2016.

Se da un lato le aziende spendono di più in trasferte, cala invece il costo medio per viaggio, confermando il trend in discesa anche nel 1° semestre 2016. Rispetto al 2015, il costo medio per trasferta è sceso del 5%, con una riduzione di 11 Euro a trasferta.

Se si osserva il comportamento del costo medio per trasferta negli ultimi tre anni, si nota che si è ridotto di ben 13 punti, di 32 Euro circa.

A fronte di un aumento delle trasferte e dei costi di alcuni servizi – sottolinea Luca Patanè, Presidente Gruppo Uvetvediamo una diminuzione delle spesa totale media per trasferta da parte delle aziende. Ciò significa che si viaggia di più ma si tende a ottimizzare, utilizzando ad esempio il treno che, a livello nazionale soprattutto grazie all’alta velocità, sta soppiantando l’aereo”.

Questi i dati nel dettaglio.

 

AIR

L’andamento delle spese di viaggio aeree nel 1° semestre 2016 è rimasto costante rispetto allo stesso periodo del 2015. Il numero di trasferte aeree, invece, rispetto all’anno precedente è cresciuto del 6%.

Considerando l’ultimo triennio, il trend del costo medio del biglietto aereo è stato decrescente fino al 1° semestre 2015 per poi aumentare nel 2° e scendere nuovamente nel 1° semestre del 2016 sotto il livello dello stesso periodo del 2014.

La decrescita del costo del biglietto nel 2016 è stata pari al 6%, cioè di un valore pari a 24 Euro rispetto al semestre precedente.

Nei confronti del 2015, il 1° semestre 2016 ha registrato un calo del costo medio del biglietto aereo per il segmento europeo e nazionale, rispettivamente del 6% e 5%.

Il segmento intercontinentale ha invece registrato una crescita di 2 punti rispetto al 2015.

Nel 2016 il traffico internazionale si è sviluppato principalmente in Occidente. L’area economica BRIC ha ridotto la propria quota, trainata al ribasso dall’andamento negativo della Cina, della Turchia e del Brasile. Crescono Stati Uniti, e rimane costante la Russia.

Per quanto riguarda le specifiche destinazioni, i primi sei mesi del 2016 vedono al primo posto New York. Ciò conferma l’importanza della metropoli statunitense come principale hub aeroportuale per i nostri viaggiatori d’affari. Al secondo posto troviamo Dubai.

Analizzando il mercato europeo, Francia e Germania hanno confermato la loro leadership da un punto di vista economico per l’Italia, anche se negli ultimi 12 mesi la prima ha visto diminuire la propria quota, conseguenza anche degli attentati a Parigi, mentre la seconda accresce il proprio traffico.

Nell’ultimo anno hanno registrato valori in calo anche Regno Unito, Russia Spagna e Belgio. La principale destinazione è rimasta Parigi, con il 12 per cento del totale dei viaggi d’affari effettuati in Europa, nonostante abbia diminuito la propria quota.

In calo anche Bruxelles, Madrid e Barcellona. A mostrare valori in crescita Francoforte, mentre Amsterdam e Londra restano costanti.

Nel segmento nazionale, Milano è la principale destinazione dei viaggiatori d’affari delle imprese: quasi il 34 per cento dei clienti ha scelto gli scali di Linate e Malpensa. Anche Roma ha registrato negli ultimi 12 mesi una crescita mentre le altre destinazioni hanno registrato un calo della propria quota di mercato.

 

RAIL

Negli ultimi 12 mesi, l’andamento del numero di trasferte ferroviarie ha visto una crescita del 7% rispetto all’anno precedente e di ben 45 punti nei confronti del 2014.

Avviene lo stesso per quanto riguarda le spese di viaggio, per le quali la crescita nel 2016 rispetto all’anno precedente è di 6 punti percentuali, mentre rispetto all’ultimo triennio è pari a 28 punti.

Questa “fotografia” mostra come l’utilizzo dell’alta velocità si stia normalizzando e come ormai l’uso del treno sia entrato a far parte delle abitudini dei viaggiatori d’affari italiani, modificando ormai stabilmente le abitudini di chi viaggia per affari. Il discorso vale ovviamente e soprattutto per i viaggi nazionali: ad esempio nella tratta Milano – Roma, nel secondo trimestre dell’anno, ha viaggiato in treno il 55% contro il 45%. Su tale tratta, Il sorpasso è avvenuto già a partire dall’ultimo trimestre del 2014 (52% vs 48%).

Milano rimane la principale destinazione italiana dei viaggiatori d’affari, aumentando di un punto percentuale la propria quota. Roma riduce lievemente la propria quota di mercato rispetto all’anno precedente, e lo stesso comportamento registrano le altre destinazioni (tra queste, le principali sono comunque le città collegate dall’alta velocità, ovvero Torino, Bologna, Firenze e Napoli).

 

HOTEL

Nonostante una decrescita del costo medio complessivo di 8,5 punti percentuali, New York rimane la città nella quale il pernottamento ha registrato, negli ultimi dodici mesi, un costo maggiore. In calo anche le altre destinazioni. La decrescita più significativa avviene a San Paolo del Brasile.

Nel 1° semestre 2016, il costo medio per “room night” nelle destinazioni europee è aumentato nella città di Francoforte, Amsterdam e Madrid. Il costo medio per un pernottamento è invece diminuito nelle altre città, a eccezione di Parigi che è rimasta costante. La città più economica rimane Madrid.

A livello italiano, negli ultimi 12 mesi, il costo medio camera più elevato si è registrato a Firenze. Al secondo posto Roma seguita da Milano, entrambe in lieve calo. A Napoli e a Genova invece si è registrato un notevole incremento.